Sacco, una poltrona da film

Poltrona anatomica, resa celebre da Paolo Villaggio nel film "Fracchia la belva umana", è stata disegnata nel 1968 da Piero Gatti, Cesare Paolini, Franco Teodoro.

La gag è divenuta ormai leggendaria: il tentativo del ragionier Giandomenico Fracchia di sedersi sulla sacco, sotto gli occhi del terribile capufficio è un'immagine che ha segnato la storia del costume italiano e ha raccontato a suo modo un'epoca, gli anni Settanta, che hanno scosso dalle radici la società italiana.

Se l'inadeguatezza di Fracchia era un modo ironico di contestare la gerarchia e la rigidità di una certa industria italiana dell'epoca, anche la Sacco, a suo modo è stato un modo per sovvertire le regole e le convenzioni: non è il corpo che si piega per adattarsi alla poltrona ma è quest'ultima che si deve adeguarsi a chi si siede, una sorta di rivoluzione copernicana dell'arte di sedersi, per intenderci.

Teodoro, Paolini e Gatti presero ispirazione dai sacchi riempiti di foglie, quelli che usavanoun tempo i contadini per dormire. Il prototipo era un sacco trasparente con dentro palline colorate di polistirolo, capace di folgorare un imprenditore coraggioso e anticonformista, Aurelio Zanotta. Era la fine del gennaio 1968. La poltrona Sacco viene presentata a Parigi, lasciando tutti di stucco

La poltrona Sacco si trova nelle collezioni di molti musei, tra cui il MOMA di New York ed è cambiata nei colori e nei tessuti, ma la linea è sempre la stessa e la famiglia Zanotta, che la esporta in tutto il mondo e che ne ha vendute più di un milione, non poteva non festeggiare i suoi primi favolosi «anta».

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